Il COVID-19 e la MUSICA: il mondo fa di tutto per non “silenziarsi” nonostante il virus

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Covid19 e MUSICA

La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo.”

[Platone]

La pandemia che chiamiamo covid-19 sta tentando di “silenziare” un mondo che da sempre si è riempito e vantato di musica e spettacoli artistici in genere.

La cultura delle varie società e delle varie comunità è sempre stata definita dalle arti e ancor di più dalla musica, fin dai tempi della trasmissione orale delle conoscenze e delle prassi.

Le arti e la musica in particolare, usate per diletto o per funzioni celebrative e/o cerimoniali specifiche, si sono sempre basate sulla diffusione e sul contatto tra chi esegue, chi si esibisce e chi ascolta usufruendone.

Il covid-19 sta mettendo a dura prova questa simbiosi che ogni esibizione tenta di creare con il pubblico e chiede agli artisti di rinunciare ad ogni relazione reale (non virtuale) con i fan e il pubblico in generale.

Ma questa sottrazione…cosa comporta? Chi coinvolge?

La quarantena e le misure di sicurezza richieste hanno ripercussioni non solo sugli artisti ma anche su gestori di locali, organizzatori di festival, negozi, produttori e distributori di articoli e strumenti musicali, operatori del settore, imprese di service per spettacoli live, pubblico e fan e addirittura studenti di conservatori e di accademie.

Le limitazioni, ovviamente necessarie, alle performance live coinvolgono quindi tutto un macrosettore che ha sempre fatto della presenza e del seguito di pubblico il punto di forza e che ora si trova a dover rinunciare a quelle entrate derivanti dalla partecipazione attiva di persone.

COVID-19 MUSICA

Come si evince dal grafico infatti, le ripercussioni del virus si vedranno in maniera massiccia su tutto il settore dell’intrattenimento nel territorio e nel mercato italiano. Le conseguenze si manifestano a partire dalla proiezione di film (calo previsto di 7.3 mln di €) con immediate ripercussioni verso i distributori e i produttori di articoli e impianti per l’amplificazione audio, si manifestano anche nell’ambito teatrale (calo previsto di 7.2 mln di €) che coinvolge tutte le aziende che si occupano degli equipaggiamenti degli stabili, nel sub-settore della musica dal vivo (calo previsto di 4.1 mln di €) e quindi di vendita di strumentazione e servizi di gestione eventi (service, ecc.), nel mondo della danza (calo previsto di 2.5 mln di €) in cui gli spettacoli dal vivo (come nel teatro) rappresentano il motore fondante e nell’ambito delle esibizioni in generale (calo previsto di 1.8 mln di €).

Ancora, dal secondo grafico possiamo notare come siano previste perdite della portata di 1 miliardo e 250 milioni di euro nell’industria della musica per l’anno 2020, con maggiori ripercussioni nelle aziende di servizi correlati all’industria in questione (calo previsto di 600 mln di €) e nell’ambito della musica dal vivo (calo previsto di 350 mln di €). Da non sottovalutare sono anche le perdite riguardanti i diritti (su opere d’ingegno e di autore, calo previsto di 200 mln di €) oltre che la vendita e la produzione di articoli musicali “fisici” quali cd e vinili (calo previsto di 100  mln di €).

I gestori dei locali si trovano a dover chiudere le porte con la consapevolezza che sarà difficile tornare alle vecchie consuetudini, tornare ai tempi in cui il pubblico si raggruppa sotto ad un palco per ascoltare, ballare, cantare davanti ad un gruppo o ad un artista. È prevedibile che soprattutto nei primi tempi della ripresa i locali avranno una limitazione sul numero di persone che potranno accogliere al loro interno e che la spontaneità del vecchio modus operandi tornerà molto lentamente.

Gli organizzatori dei festival si trovano a decidere e comunicare l’annullamento di eventi che richiedono più di un anno di preparazione, dovendo anche rinegoziare contratti con artisti, aziende che contribuivano alla riuscita dei festival (sponsor, patrocini, ecc.) e tutti i collaboratori che giravano intorno a questo settore.

I negozi, i produttori e i distributori di strumenti musicali e di articoli correlati si trovano davanti a esigenze diverse dalle solite. Se prima un negozio con uno store fisico molto esteso poteva avere la meglio sugli store online (soprattutto per strumenti che richiedono una prova e un test reale, sul posto, per verificarne le caratteristiche) vista la possibilità di poter toccare con mano e di poter verificare l’acquisto prima di finalizzarlo…ora la situazione è totalmente ribaltata. La crisi attuale costringe i compratori ad avvicinarsi allo shop online, non potendo (volenti o nolenti) avvicinarsi agli articoli da acquistare e questa tendenza, soprattutto per alcuni prodotti, non si neutralizzerà una volta che il virus sarà sparito. Lo shopping online infatti ha notevoli vantaggi a cui parecchi compratori, che prima non lo avrebbero neanche considerato, si abitueranno e daranno precedenza (possibilità di acquisto in ogni momento e in ogni luogo, consegne a domicilio gratuite sopra una certa spesa, recesso e resi garantiti, maggiore scelta di prodotti…).

Questo vuol dire che è il momento, per chi non lo avesse già fatto, di implementare le proprie vendite online e di integrare i siti web dei propri store vedendoli come veri e propri punti vendita, certamente virtuali, ma sempre più reali, quasi fisici.

Sarà importante, inoltre, implementare l’esperienza online con una consulenza a distanza di personale esperto in modo tale che la clientela possa ritrovare quel rapporto di sicurezza e fiducia che il negozio fisico era in grado di fornire.

Serviranno anche accordi con corrieri e spedizionieri in modo tale da poter garantire consegne veloci, precise e affidabili a prezzi vantaggiosi per i negozi e per gli acquirenti.

Altro cambiamento che negozi, produttori e distributori si trovano ad affrontare riguarda proprio la tipologia di articoli richiesti.

Infatti, viste le limitazioni del covid-19, tutto ciò che riguarda il live ha visto un calo immediato con conseguente blocco degli acquisti e crescita degli stoccaggi nei magazzini.

Resta quindi intuibile che bisogna puntare su articoli di registrazione audio/video, incisione e condivisione. In questo momento si ha necessità di hardware e software che supportino la registrazione, l’incisione, il montaggio, la riproduzione fedele e la condivisione di musica e di video a seguito dell’aumento delle esperienze di broadcasting e di diffusione online in generale della musica.

Basti pensare all’importanza di software capaci di consentire il montaggio o la registrazione di musica di artisti che non possono trovarsi nella stessa stanza e capaci di ridurre al minimo il problema della latenza senza togliere (per quanto possibile) la libertà di un’esecuzione. Parallelamente risulta necessaria la disponibilità di elementi hardware che permettano di catturare un suono di qualità, ricco di armonici e coinvolgente una volta nelle orecchie di chi ascolta.

Tutte queste difficoltà derivano dalla natura di per sé aggregativa della musica e dal valore che il live aggiunge ad essa.

Ovviamente il mondo sta reagendo e bisogna riorganizzarsi e reinventarsi per superare questo periodo ed uscirne il più forti possibile.

Domande chiave che gli imprenditori del settore dovrebbero porsi

  • Come possiamo mantenere una customer expercience positiva nonostante un aumento della domanda online? (vedi consulenza online al cliente)
  • Quali sono le tecnologie disponibili per ricreare l’esperienza di essere tutti insieme nello stesso studio di registrazione? Più in generale, come è possibile sopperire alla mancanza della vicinanza fisica ottenendo gli stessi risultai?
  • Come possiamo sfruttare i canali digitali in modo diverso per creare coinvolgimento?
  • Come possiamo adattare i nostri contenuti e la nostra pubblicità affinché risuonino in questi tempi che cambiano? Come possiamo aiutare gli inserzionisti che sono fondamentali per il finanziamento dei contenuti?
  • In che modo collaboriamo con il nostro ecosistema di alleanze e partnership per differenziarci?
  • Come possiamo rivalutare la nostra struttura dei costi per compensare qualsiasi calo dei ricavi a medio termine?
  • Come possiamo sfruttare l’automazione in ogni aspetto della nostra attività (ad es. Cliente, dipendente)?
  • Come stanno cambiando le normative e i quadri sulla privacy dei dati? In che modo ciò influisce sulle politiche della nostra azienda?

Cosa fare praticamente

I leader dei media e dell’intrattenimento saranno definiti da ciò che faranno durante la crisi: accogliere i cambiamenti, anticiparli, reagire e crescere.

Alcuni dei passi chiave possono essere:

  • Valutare gli impatti sui dipendenti e sulla rete di collaboratori. Consultarli per suggerimenti su come creare contenuti di valore e implementare i servizi.
  • Individuare approcci che potrebbero consentire la ripresa dell’attività “tradizionale”, tenendo presente l’ampia variazione delle normative locali e nazionali.
  • Considerare la disponibilità di incentivi statali per incentivare le aziende di media e intrattenimento.

Lo sforzo va fatto a partire da chi produce musica fino a chi permette che questo possa essere fatto.

Il settore musicale è un’enorme fetta della vita “economica” ed “emotiva” di ogni nazione e necessita di sostegno come ogni altro settore.

Le possibilità di reagire, sopravvivere e addirittura di rafforzarsi ci sono. Il settore musicale è capace di reinventarsi e di orientarsi nelle direzioni più consone per il mercato e per il periodo.

Le speranze di una ripresa e di un’uscita dalla crisi sono fondate ma richiedono uno sforzo dato da un mix di fantasia, inventiva e pianificazioni strategiche ben definite.

Proprio per questo è importante affidarsi a professionisti che possano analizzare il mercato e la situazione attuale, facendo previsioni e progettando strategie mirate ed efficaci.

Sfruttando questo periodo di difficoltà con la giusta strategia e con le giuste consulenze si può davvero fare la differenza, così da uscirne rafforzati e rinnovati senza perdere la propria identità.

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