Fashion e covid-19: un’eccellenza italiana soffocata dalla pandemia. Quali sono le criticità e come reagire.

v.pilotti@imprenditoresmart.it
Fashion market Covid 19 - Imprenditore Smart

La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo.

[Coco Chanel]

Questo articolo pone l’attenzione su uno tra i settori maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia Covid-19, ovvero quello del fashion e della moda in generale, coinvolgendo le aree dell’abbigliamento, della calzatura e degli accessori.

Secondo un report di McKinsey&Company più del 40% della produzione di beni di lusso è italiana e questo fa subito pensare alle conseguenze causate dal blocco delle aziende e delle produzioni in Italia sul settore, a partire dalla produzione, trasformazione e vendita delle materie prime e dei semilavorati fino all’acquisto di tali beni da parte del consumatore finale.

Analizziamo la seguente tabella (tabella 1) elaborata dalla Confindustria in base ad un questionario a cui diverse imprese di tutta Italia hanno risposto (report del 26.04.2020).

Tabella1 - Imprenditore Smart

Volendo fare un focus sul settore del fashion (abbigliamento, calzature e accessori), si concentri l’attenzione sulle voci “tessile” (al punto “c”) e “abbigliamento e pellame” (al punto “d”).

Si nota come il 66,91% delle aziende del settore tessile abbia percepito un importante impatto del covid sulla propria attività (tenendo presente che il settore tessile non si occupa soltanto di moda).

Ancor più evidente è l’impatto percepito dal settore dell’abbigliamento (compresa l’area calzature) e pellame (il 76,97% delle imprese ha avuto conseguenze importanti a causa dell’epidemia).

Altro aspetto da non sottovalutare è la propensione post-covid dei consumatori ad effettuare acquisti in questo settore e alle modalità che questi prediligeranno.

In base ad un sondaggio di SITA Ricerca si nota come i consumatori stiano cambiando mentalità proprio a causa di questa pandemia (Figura 1).

Figura 1 - Imprenditore Smart

Il grafico rappresenta le risposte date dai consumatori che hanno risposto alla domanda del sondaggio: “per effettuare acquisti di abbigliamento, scarpe e accessori Lei pensa di frequentare i negozi:”.

Le risposte sono state prelevate a distanza di circa un anno (26 Aprile 2020 e 19 Aprile 2019).

È evidente la grande propensione a voler risparmiare rispetto all’anno passato sugli acquisti della stagione primavera estate 2020.

Importantissima è l’attenzione da porre alla crescita della scelta dell’e-commerce (i consumatori che pensano di acquistare solo online raddoppiano rispetto al 2019).

Attraverso un altro grafico della medesima ricerca possiamo dedurre altre informazioni significative (Figura 2).

Figura 2 - Imprenditore Smart

Con questo grafico si evidenzia maggiormente l’importanza che l’e-commerce ha e avrà nei prossimi periodi.

La situazione attuale, come sta ostacolando le imprese che vogliono soddisfare i propri clienti?

 Il covid-19 sta creando diverse problematiche alle imprese del settore moda. A partire dagli stessi fornitori di materie prime quali tessuti, pellami, cerniere e tutti gli accessori che possono essere utilizzati per arrivare al prodotto finito.

Il blocco delle produzioni ha quindi coinvolto un’intera filiera produttiva, includendo nel calderone dell’incertezza aziende di sartoria e moda, calzaturifici, cappellifici, imprese di produzione di accessori vari, terzisti, boutique, atelier, negozi e firme.

Tali difficoltà sono date prima di tutto da un calo della domanda dovuto sia ad un calo dei consumi ma anche all’annullamento/blocco/rinvio di ordini.

La pandemia si è scatenata in uno dei periodi dell’anno più delicati per tutto il settore del fashion, cioè quando le nuove collezioni vengono presentate ai buyers attraverso fiere, shooting, eventi, sfilate, ecc.

Gran parte di questi eventi sono stati annullati, altri si sono svolti sottotono, provocando evidenti danni per mancati ordini; le aziende che hanno avuto modo di partecipare a fiere (antecedenti al lockdown) hanno subito conseguenze forse ancora più pesanti quali l’annullamento o il blocco di ordini già acquisiti a causa della paura e della titubanza degli acquirenti verso il mercato e verso le modalità della logistica (si pensi alle aziende che lavorano con l’estero e alle incertezze del commercio internazionale oltre che locale).

I magazzini restano pieni di prodotti di una collezione che probabilmente resterà invenduta con evidenti danni provocati da una stagione andata totalmente a vuoto.

Altro aspetto importante è il blocco delle produzioni e la perdita di commesse, che avrebbero rappresentato un vantaggio competitivo.

Ad aumentare le difficoltà c’è l’aspetto fondante di ogni organizzazione che riguarda le risorse umane, il personale e i dipendenti di cui bisogna preservare la salute e la sicurezza sanitaria riuscendo però a garantire un mantenimento economico e una fiducia verso la ripresa.

Cosa si può fare per affrontare la crisi ed uscirne forti?

È sicuramente importante che le imprese di tutto il settore si pongano alcune domande e si concentrino sulla pianificazione del futuro, sull’attuazione di una strategia ben studiata e sul coinvolgimento di tutto il personale e degli stakeholders.

Per chi non lo ha già fatto, è di vitale importanza implementare e rafforzare in maniera esponenziale l’e-commerce e il sito web, fornendo magari un servizio di assistenza e consulenza personalizzata immediata via chat o telefono (e non sono nei rapporti con il consumatore finale).

Possiamo gestire tutto questo iniziando da alcune domande necessarie.

Domande che gli imprenditori devono porsi.

  • Come possiamo salvaguardare e garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e collaboratori?
  • Come possiamo gestire al meglio il capitale circolante e garantirci della liquidità visto il lungo periodo di blocco?
  • Come affrontiamo la valutazione e gli interventi di riduzione del rischio della catena di fornitura?
  • Possiamo spostare rapidamente l’offerta verso canali alternativi di mercato per salvaguardare le entrate? Come possiamo farlo?
  • Come ci prepariamo a cambiamenti a lungo termine nel comportamento del consumatore e nelle preferenze del canale di acquisto?
  • Come possiamo utilizzare (se ci sono e se sono accessibili) eventuali aiuti/incentivi da parte dello stato?

Passi successivi che potrebbero fare la differenza

Per diventare o restare leader di questo settore sarà importante rispondere alla crisi, recuperare le difficoltà e crescere attraverso una strategia ben precisa. Durante la fase di reazione questi sono alcuni passaggi chiave che potrebbero fare davvero la differenza:

  • Ottimizzare accordi di lavoro flessibili per alcuni ruoli chiave
  • Gestire e risolvere il pericolo dei rischi informatici a seguito del lavoro in remoto via via crescente
  • Sviluppare piani di emergenza per interruzioni operative verso i mercati e verso le catene di approvvigionamento
  • Gestire e ottimizzare i contratti per la logistica e le consegne (che saranno sempre più necessarie anche al consumatore finale)
  • Fornire un’assistenza e una consulenza online che “riproduca” e non faccia “rimpiangere” la presenza fisica nei negozi e la mancanza di un rapporto diretto con commessi e personale
  • Stabilire politiche di reso convenienti e con condizioni chiare
  • Curare in maniera certosina il proprio marketing e le proprie attività promozionali
  • Ottimizzare l’e-commerce e la strategia cliente/canale
  • Considerare le opportunità di fusioni e acquisizioni

Mai come in questo momento avere una strategia ben definita e “su misura” può voler dire sopravvivere, anzi rafforzarsi.

È importante pianificare con cura ogni passo per gestire i cambiamenti che sono già in corso e che inevitabilmente coinvolgeranno tutta la filiera produttiva e distributiva del fashion.

La speranza concreta per una ripresa vera del settore c’è e va cercata, trovata e colta.

La moda è un settore che ha da sempre reso fiera l’Italia e, in un momento come questo, i prodotti che questo settore fornisce non vanno considerati come futili o superflui perché rappresentano l’immagine di una nazione che lavora seriamente e senza sosta da sempre.

In un periodo in cui l’umore e l’animo delle persone non sono sicuramente supportati da situazioni felici, è importante porre l’attenzione anche su aspetti di cui andare fieri, niente di meglio di prodotti che rappresentano il fashion made in Italy, la bellezza, la qualità e la storia della manifattura.

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