Covid-19 e Vino: Bacco Perbacco, ecco cos’è…un vanto prezioso da proteggere!

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Covid Vino Scenari di mercato - Imprenditore Smart

“Sono pronto a una nuova idea e ad un vino antico” 

[Brecht]

Come tutelare il mondo del vino nonostante le difficoltà di aggregazione personale e di distribuzione dei prodotti.

Il covid-19 purtroppo non ha risparmiato neppure uno dei settori che hanno contribuito a far meritare all’Italia l’appellativo di “bel Paese”: il settore vitivinicolo.

Si tratta di un settore che al suo interno comprende non solo i produttori di vino e le aziende vinicole e agricole ma anche i diversi canali distributivi dell’horeca (hotellerie, ristoranti e catering) e l’area del turismo (turismo enogastronomico, fiere, eventi, “cantine aperte”, ecc).

La “catena vino”, servendosi di un’ampia varietà di canali distributivi e di mercati si trova a vivere, in questo momento, una situazione molto delicata.

Da un lato si assiste ad un drastico calo delle vendite e della domanda del prodotto (dovuto al lockdown delle aziende “horeca”), dall’altro si osserva un aumento, soprattutto all’estero, di consumo “domestico” e vendite a privati, che tuttavia non basta a compensare le perdite derivanti dal calo riguardante l’area della ristorazione e dell’hotellerie.

Da diverso tempo il vino di produzione italiana vede nell’export una risorsa per l’aumento della domanda del prodotto, legata alle diverse abitudini tipiche di ogni popolazione.

Infatti all’estero è consolidata l’abitudine di godersi un buon calice all’interno delle proprie mura domestiche, mentre in Italia, il settore maggiormente redditizio per i produttori è rivolto a canali distributivi ben diversi.

Per questi motivi il covid-19 mette a rischio la sopravvivenza di molte aziende vinicole, soprattutto se di piccole dimensioni e specializzate in un solo canale distributivo.

Da questo si può evincere quanto sia necessario, per resistere ed uscirne, trasformarsi, reinventarsi e concepire una “nuova” ma altrettanto “autentica” immagine di sé.

In questo momento è importante rafforzare e implementare il canale che permette una maggior diffusione del prodotto e che incentiva l’aumento della domanda, l’on-line.

Curiosità e preoccupazioni

Oltre alle ripercussioni economiche dirette, il covid-19 sembra sviluppare effetti tutt’altro che collaterali anche a livello fisico con potenziali influenze sul futuro consumo di vino.

L’Associazione Italiana Sommelier (AIS) sta sviluppando una ricerca (in collaborazione con l’Università di Padova e al fine di raccogliere dati online dell’università della Pennsylvania) sui problemi di gusto e olfatto legati al covid-19. Infatti da tali dati sembra che nei soggetti infetti asintomatici dal punto di vista polmonare siano molto diffusi problemi percettivi nell’ambito del gusto e dell’olfatto.

Dati e grafici

La diffusione del covid-19, ha visto un aumento di vendite di vino da parte della GDO per quanto riguarda il consumo interno.

Wine Market Trend - Imprenditore Smart

Si noti, dal precedente grafico, come la prima voce (dall’alto) descrive una crescita del 6% rispetto al precedente anno (variazione tendenziale) e del 5% rispetto al mese precedente (variazione congiunturale) delle vendite di vino e spumanti nelle 4 settimane che vanno dal 17 Febbraio 2020 al 15 Marzo 2020 in Italia.

Wine Value - Imprenditore Smart

Attenzionando lo spicchio del grafico che espone “le cifre” della spesa in vino e spumanti in Italia (tra il 17.02.2020 e il 15.03.2020), si nota che questo settore rappresenta, nel paniere della spesa complessiva, una porzione importante in relazione alle caratteristiche del prodotto (che non è considerabile tra i beni di primaria necessità).

Tuttavia, tale aumento non è sufficiente per ovviare ai pericoli che il 2020 preannunciava fin dalla fine del 2019:

  • dazi americani che, seppur non immediatamente, simboleggiavano una minaccia probabile per il settore;
  • rallentamento dell’economia cinese, accentuato dalla crisi sanitaria che si manifestava già nei primi mesi del 2020;
  • in Europa, tensioni legate alla definizione della Brexit.

Ad aumentare queste perplessità, trasformandole da timori a minacce concrete, ha contribuito in maniera massiva il lockdown dovuto alla rapida e ingente diffusione del covid con conseguente crisi sanitaria. Questo fatto ha coinvolto il settore dell’horeca di paesi, già nominati nelle precedenti righe, che ricoprono una posizione rilevante per l’esportazione del vino italiano e la sua conseguente domanda: Regno Unito e USA.

Facendo una stima del tutto provvisoria, e tenendo conto di più di due mesi di difficoltà a livello mondiale, potrebbero essere a rischio esportazioni per più di un miliardo di euro.

Inoltre il settore sta incontrando anche difficoltà di tipo logistico a causa del difficile approvvigionamento di materiale di confezionamento (es. Vetrerie lombarde e venete che lavorano a ritmo ridotto causa covid).

Altro fattore chiave che richiede ulteriori attenzioni riguarda la nuova vendemmia nel mese di agosto che, vista la situazione di mercato attuale, potrebbe rivelarsi critica per le cantine, con capacità di immagazzinaggio verosimilmente limitata.

Quindi, se nei prossimi mesi la situazione sarà ancora in stallo, potrebbero risultare necessari degli interventi che hanno come scopo la riduzione delle scorte di vino e altre misure quali la “vendemmia verde”.

Criticità a partire “dall’origine”

Riflettendo sull’origine del prodotto che rappresenta questo settore (l’uva), si deve considerare il periodo in cui i viticoltori hanno subito il divieto di esercitare il proprio lavoro e quindi di curare le vigne.

I vigneti lasciati “in piena balìa del virus”, senza le cure degli agricoltori, anche se per un tempo limitato, rappresentano un grande pericolo per la possibile vendemmia e per la qualità del vino.

Le domande chiave da porsi:

  • Come possiamo salvaguardare i nostri associati, collaboratori e dipendenti, tenendoli informati e protetti?
  • In che modo potremo ancora lavorare con aziende di ristorazione e ristoranti?
  • Quali misure stiamo adottando per ridurre al minimo il rischio e le interruzioni della catena di approvvigionamento? Dobbiamo andare direttamente ai produttori per le categorie chiave? Come ci possiamo salvaguardare dal prezzo proposto dai fornitori? Quanto siamo preparati a riprendere le normali operazioni?
  • Come conduciamo e manteniamo la valutazione e gli interventi di mitigazione del rischio della catena di fornitura?
  • Quanto siamo preparati per cambiamenti a lungo termine nel comportamento del consumatore e nelle preferenze del canale? Quali cambiamenti dovremmo apportare alle nostre strategie di assortimento durante la pandemia e post pandemia? Stiamo sfruttando i dati dei nostri clienti per prendere decisioni informate?
  • Come possiamo spostare rapidamente l’offerta verso canali alternativi di mercato per salvaguardare le entrate?
  • Siamo pronti per gestire l’enorme crescita del canale on-line?
  • Come possiamo gestire al meglio il capitale circolante e garantire l’accesso ai contanti in un lungo periodo di interruzione? Quali sono le implicazioni previste per le comunicazioni normative, fiscali o finanziarie?
  • Come possiamo gestire al meglio il capitale circolante e garantire l’accesso ai contanti in un lungo periodo di interruzione?
  • In che modo supportiamo i nostri clienti/fornitori chiave per soddisfare la domanda nelle attuali alte vette e partner per sostenere le loro relazioni?

 

Alcuni passi pratici successivi

  • Istituire un team di risposta alle crisi con chiari diritti decisionali su questioni critiche (ad es. Chiusure di negozi, politiche della forza lavoro, ecc.)
  • Fornire messaggi chiari e sicuri agli associati sull’importanza della loro sicurezza; assicurarsi che i leader delle risorse umane abbiano un ruolo elevato per rispondere ai bisogni critici
  • Valutare i fornitori di livello 1 e 2 e il potenziale di interruzioni della catena di approvvigionamento tra le categorie
  • Controllare e eventualmente rinegoziare contratti di distribuzione e accordi logistici per consegne a domicilio sempre crescenti
  • Ottimizzare accordi di lavoro flessibili per i talenti, compresa la mitigazione dei rischi informatici a seguito del lavoro in remoto
  • Sviluppare piani di emergenza per interruzioni operative nella rotta verso i mercati e le catene di approvvigionamento
  • Interagire con clienti e fornitori chiave per supportare la continuità aziendale
  • Sviluppare partnership con contatti chiave
  • Organizzare micoreventi con distributori che possano fidelizzare rapporti presenti e attirare l’attenzione di nuovi stakeholders
  • Sviluppare e implementare il canale online cercando di sostituire, per quanto possibile, l’esperienza personale e fisica (tour delle cantine virtuali con presentazioni di vini)
  • Offrire servizi di consulenza online per acquisti e non solo

 

Cosa sta succedendo… 5 punti su cui ragionare!

  1. Le abitudini si convertono ai servizi online e alla consegna a domicilio in tutti i segmenti di clientela – L’importante impatto del covid-19 sugli over 50 ha comportato un avvicinamento di utenti meno giovani e meno “digitalizzati” verso canali online, stimolando il miglioramento dei processi di vendita e-commerce e servizi correlati (es consegne a domicilio). Questo cambiamento di comportamento per alcuni consumatori più adulti persisterà anche dopo la pandemia, poiché stanno scoprendo la snella modalità di fare acquisti online, resa popolare dagli acquirenti più giovani.
  2. Riallineamento e innovazione della catena di approvvigionamento – L’improvviso spostamento delle preferenze del canale di acquisto, abbinato alla carenza di scorte e alla mancanza di capacità di risposta da parte dei players dell’e-commerce di generi alimentari, ha creato un ambiente pronto per innovazioni, per mutamenti e ingresso di nuovi concorrenti. Le catene di approvvigionamento dovranno essere riallineate man mano che i cambiamenti a lungo termine si risolveranno dopo la pandemia.
  3. Nuova comprensione dei lavoratori “essenziali” – Garantire la salute e la continuità della catena di approvvigionamento alimentare durante l’epidemia ha creato una nuova classe di lavoratori “essenziali”. Dagli impiegati del negozio agli autisti di camion, la forza lavoro alimentare è ora in prima linea. Di conseguenza, la sicurezza della catena di approvvigionamento, i rapporti con i fornitori e la gestione della forza lavoro sono diventati ancora più critici, non solo per i rivenditori, ma anche per i governi e la società nel suo insieme.
  4. Capitale sociale e lealtà attraverso i social media – Poiché la paura dell’ignoto sta stressando il consumatore, i social media diventano un potente strumento per comunicare con clienti e collaboratori di fronte a una situazione iper-dinamica. La crescita della fiducia del consumatore derivante da una condivisione “social” dell’impegno manifestato dalle aziende, in un momento di crisi come questo può avere effetti di lunga durata sulla fidelizzazione dei clienti stessi.
  5. Normative, imposte e rendicontazione finanziaria – le entità aziendali devono considerare attentamente le circostanze relative alle condizioni che possono derivare dallo scoppio del COVID-19. Ogni azienda potrebbe dover affrontare una varietà di sfide normative, fiscali, contabili, di rendicontazione e di controllo interno.

 

È possibile sfruttare un momento tanto destabilizzante per reinventarsi e trovare la via giusta per ricominciare, rinascere e crescere senza perdere la propria identità ma questo è possibile soltanto affidandosi ad un team di esperti che possano analizzare la situazione e sviluppare una strategia su misura per azzerare le dissipazioni di tempo, energie e risorse oltre che per evitare errori che, in un momento così delicato, potrebbero essere fatali. 

Il team di esperti di Imprenditore Smart, con l’attivazione del Workshop Strategico COVID, è a tua disposizione per un confronto completamente GRATUITO sulla situazione della tua azienda. Richiedilo compilando il form sottostante, ti ricontatteremo al più presto.

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