Bilanci 2020: tra rivalutazione, riallineamento e stop agli ammortamenti

g.gentili@imprenditoresmart.it
Bilancio 2020

Il legislatore è intervenuto con diverse norme agevolative, utili per contrastare gli effetti negativi della pandemia sui bilanci 2020. Tra i più importanti provvedimenti oggetto di valutazione degli amministratori prima della chiusura del bilancio di esercizio, vi è la sospensione degli ammortamenti e la rivalutazione dei beni di impresa e l’eventuale “riallineamento”.

Cosa leggerai in questo articolo

Stop agli ammortamenti

Il legislatore, nell’ottica di mitigare gli effetti economici della pandemia sui bilanci di esercizio 2020, ha introdotto, per i soggetti che non adottano i princìpi contabili internazionali, la possibilità di sospendere nei bilanci 2020, in tutto o in parte, la quota di ammortamento dell’anno relativa ai beni materiali e immateriali.

Questa possibilità ha effetto ai soli fini civilistici, infatti, da una parte si concede la possibilità di non stanziare in bilancio gli ammortamenti, e dall’altra viene mantenuto il diritto alla loro deduzione, valevole tanto ai fini dell’imposta sul reddito, quanto ai fini Irap.

La quota di ammortamento del 2020 viene rinviata all’esercizio successivo, di conseguenza il piano di ammortamento viene allungato di un anno.

Il relativo disallineamento tra valore civilistico e fiscale determina, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2020, una variazione in diminuzione del reddito imponibile ed è necessario lo stanziamento, nel bilancio 2020, di imposte differite passive.

Inoltre, per evitare che l’eventuale utile figurativo possa essere distribuito ai soci, la norma impone di vincolare il corrispondente importo ad una riserva indisponibile. In particolare, laddove, l’utile d’esercizio dovesse essere inferiore alla quota di ammortamento sospesa è prevista la necessità di:

  • integrare la riserva indisponibile mediante l’utilizzo delle riserve di utili ovvero di altre riserve patrimoniali disponibili;
  • in assenza di riserve di utili o patrimoniali disponibili è necessario integrare la riserva per la differenza, accantonando gli utili degli esercizi successivi.

Sarà necessario inoltre motivare tale sospensione in nota integrativa (es: minore utilizzo dei cespiti a causa della pandemia, come indicato da Assonime) e riportare nel medesimo documento l’influenza della deroga sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria della società e sul risultato economico dell’esercizio.

Rivalutazione e riallineamento

È permessa oggi una Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni a condizioni più agevolate degli anni passati.

Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni: il c.d. Decreto “Agosto” (D.L. 104/2020) ha disposto una rivalutazione particolarmente vantaggiosa, in cui è prevista un’imposta sostitutiva pari al 3% (contro il 10-12% delle precedenti leggi di rivalutazione) dei maggiori valori dei beni ammortizzabili e non ammortizzabili, utile per il loro riconoscimento ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

È possibile rivalutare i beni d’impresa materiali (con esclusione dei beni immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa) e immateriali e le partecipazioni in società controllate e collegate immobilizzate, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

La rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene e può essere fatta anche solo ai fini civilistici. In particolare, non vi è l’obbligo di rivalutare per categorie omogenee ed è possibile di effettuare una rivalutazione non necessariamente fiscale, pertanto anche solo civilistica.

Gli effetti fiscali (es. per deducibilità ammortamenti e manutenzioni) si hanno dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, ovvero per i soggetti con esercizio solare, dal 2021.

Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato con un’imposta sostitutiva del 10%, che, come per l’imposta sostitutiva del 3%, le stesse devono essere versate in massimo tre rate di eguale importo, senza previsione di interessi:

  • Prima scadenza, entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi dell’anno fiscale 2020;
  • Successive scadenze, entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi.

Ad esempio, nel caso di distribuzione del saldo attivo di rivalutazione non affrancato di euro 1.000, una Srl sconta l’Ires pari ad euro 210 (ovvero 24% meno il 3%). Nell’ipotesi di affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, con imposta sostitutiva pari al 10%, la società ha la possibilità di non scontare l’Ires.

In caso di cessioni, assegnazioni e destinazioni a finalità estranee all’esercizio di impresa, l’effetto fiscale (per calcolo minusvalenze o plusvalenze) decorre per i contribuenti con esercizio solare, dopo il 31 dicembre 2023.

Il saldo attivo della rivalutazione deve essere imputato a capitale o destinato in apposita riserva speciale che, ai fini fiscali, è considerata in sospensione d’imposta.

Rivalutazione

Rivalutazione nei settori termale e alberghiero: per tali settori, particolarmente colpiti economicamente dalla pandemia, è stata disposta addirittura la rivalutazione completamente gratuita per categorie omogenee. Pertanto, pur non dovuta alcuna imposta sostitutiva, viene comunque riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e Irap, il maggiore valore attribuito ai beni e alle partecipazioni. E’, comunque, necessario imputare al capitale o accantonare in una riserva designata, il saldo attivo risultante dalle rivalutazioni.

È possibile affrancare tale saldo applicando in capo alla società un’imposta sostitutiva del 10%.

Rivalutazione nelle coop agricole: per le cooperative agricole e i loro consorzi, in cui sono previste le clausole mutualistiche ex art. 2514 c.c., è possibile effettuare la rivalutazione fino alla concorrenza delle perdite dei periodi precedenti computali in diminuzione del reddito senza la necessità di versare imposte sostitutive, nei limiti del 70% del loro ammontare.

Rivalutazione prevista dalla legge di bilancio 2020: la legge di conversione del “decreto liquidità” ha prorogato la tempistica per ricorrere alla rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni legge 160/2019, ovvero dispone che può essere effettuata nel bilancio o rendiconto dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, al 31 dicembre 2020 o al 31 dicembre 2021. In particolare, limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio si considerano riconosciuti, rispettivamente, con effetto dal periodo di imposta in corso alla data del 1° dicembre 2022, del 1° dicembre 2023 o del 1° dicembre 2024. Tale norma sarà difficilmente applicata, in quanto risulta meno vantaggiosa, rispetto alla rivalutazione introdotta dal c.d. Decreto “Agosto”, riportata al paragrafo precedente.

Sintesi delle imposte sostitutive previste nelle varie tipologie di rivalutazioni

Rivalutazione beni d’impresa ex Decreto Agosto

Rivalutazione beni d’impresa ex Decreto Liquidità

Rivalutazione settori termale e alberghiero

Imposta sostitutiva

3% – facoltativa

10-12%

Imposta sostitutiva per affrancamento saldo attivo di rivalutazione

10% – facoltativa

10% – facoltativa

10% – facoltativa

Riallineamento: è consentito ottenere il riconoscimento ai fini fiscali dei maggiori valori contabili se già erano presenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019, anche relativamente all’avviamento e alle altre attività immateriali.

Il riallineamento non è consentito parziale ed è necessario, per adeguare i valori fiscali ai maggiori valori dei beni; in genere è preso in considerazione in merito a differenze frutto di precedenti operazioni straordinarie soggette al regime di neutralità fiscale (es: fusione, scissione, conferimento di azienda).

I beni devono essere presenti anche nel bilancio dell’esercizio 2020 e l’adeguamento deve essere effettuato nel bilancio 2020.

Come nel caso della rivalutazione si ha il riconoscimento fiscale dei maggiori valori dall’esercizio successivo, ovvero presumibilmente nel 2021. È necessario versare un’imposta sostitutiva del 3% del valore oggetto di riconoscimento fiscale con le stesse metodologie indicate precedentemente per la rivalutazione (massimo di tre rate di pari importo e tempistiche).

Il riallineamento e la rivalutazione possono essere utilizzati congiuntamente.

Nel riallineamento è necessario accantonare una riserva pari ai valori da riallineare (al netto dell’imposta sostitutiva). Laddove le riserve siano incapienti o assenti, vi è la possibilità di rendere indisponibile una quota del capitale sociale, mentre in caso di incapienza del patrimonio netto non è possibile effettuare il riallineamento.

Attraverso il versamento di una ulteriore imposta sostitutiva del 10% è poi possibile affrancare tale riserva dal vincolo della sospensione d’imposta a cui è sottoposta.

FOCUS: i 7 punti RILEVANTI nello stop agli ammortamenti e nelle rivalutazioni e riallineamenti

    1. Il legislatore è intervenuto con diverse norme agevolative, utili per contrastare gli effetti negativi della pandemia sui bilanci 2020: stop degli ammortamenti, rivalutazioni e riallineamenti;
    2. Nel bilancio chiuso al 31.12.2020 è possibile sospendere in tutto o in parte gli ammortamenti, motivando tale scelta in nota integrativa;
    3. La quota di ammortamento del 2020 viene rinviata all’esercizio successivo, di conseguenza il piano di ammortamento viene allungato di un anno;
    4. Si genera un disallineamento tra il valore civilistico e fiscale dei beni, ed è necessario stanziare le imposte differite passive e fare una variazione in diminuzione in dichiarazione dei redditi;
    5. È prevista la facoltà di rivalutare i beni d’impresa nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020. È possibile rivalutare i singoli beni (non c’è l’obbligo di categorie omogenee) anche solo ai fini civilistici gratuitamente, mentre per rivalutare i beni ai fini fiscali deve essere effettuato il versamento di un’imposta sostitutiva pari al 3%;
    6. Vi sono particolari agevolazioni per le rivalutazioni previste nei settori alberghiero e termale e per le cooperative agricole;
    7. È possibile ottenere il riconoscimento ai fini fiscali dei maggiori valori contabili se già presenti nel bilancio 2019 (in genere per precedenti operazioni straordinarie), anche relativamente all’avviamento e alle altre attività immateriali.

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